Dalla padella alla bici. E pedalare

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di Luciana Rota Hai voluto la … padella? Nossignori non intendiamo la pedivella… non è un refuso di testo. È della padella che vi stiamo parlando. Della padella che usano bene o male anche i ciclisti e le cicliste. Senza distinzione di genere. Quelli che hanno voluto la bicicletta, insomma. Nella libreria, non solo virtuale, del Museo del Ghisallo entra dunque un libro un po’ gourmet. Ecco una recensione culturale gastronomica (per il suffisso “eno” vedi qualche riga più avanti) per chi pedala, volente o nolente, anche in cucina. È stato pubblicato e fa parte della collana “la biblioteca del ciclista” di Ediciclo, questo saggio dal titolo: “Dalla padella alla bici”. E chi l’ha detto che bicicletta e buona tavola non possano andare d’accordo? Per dare una risposta si sono cimentati con testi molto ben scritti e brillanti il nostro amico (un autentico praticante dello scattofisso) Roberto Peia e la chef Francesca Baccani. I due si sono messi in tandem per domare gli appetiti del cicloamatore e del cicloturista, ma anche del ciclista chic e del ciclomovimentista (che parolona mah), sfornando per tutti noi comuni mortali un delizioso: biciricettario. È fatto di piatti e cibi pensati per chi pedala, in città o per scampagnate fuori porta; menu creativi che si ispirano a leggende della bicicletta e a classici traguardi come “il risotto Milano-Sanremo”, quello che avrà mangiato John Degenkolb per recuperare dopo la volatona “da grande principe”, solo qualche settimana fa sul traguardo di via Roma. O come il “taboulé Tourmalet”, il quale si vocifera sia il preferito di Alberto Contador. Alla torta Stelvio che evoca vecchi miti come l’indimenticabile Fausto Coppi, come i  mitici campioni serviti dalla  “ribollita alla Ginettaccio”, dal brasato del Cannibale, ai passatelli del Pirata. Per tutti i gusti: c’è anche una bicicletta alla milanese o un “vélo-vent” alla provenzale. Ricette semplici e scattanti, condite da storie di ciclismo leggendario, da racconti quotidiani che nascono tra i tavoloni e dietro le quinte dell’Upcycle Milano (andateci se non lo avete ancora fatto, prima di venire al Ghisallo). Anche sulle pagine di questo libro ci si ritrova in un vero e proprio Bike Café, dove si impegna quotidianamente Francesca Baccani. Il tutto condito da delizia e fantasiose tavole a colori di Laura Fanelli: una mano meravigliosa. Che ha gusto.   Ecco per voi una ricetta tratta da Dalla padella alla bici: I canederli sono gnocchi rotondi a base di pane raffermo che si cuociono nel brodo. Come spesso succede in cucina, le ricette per prepararli sono molteplici, ma io vi propongo quella più classica. I canederli trentini, che diventano Knödel in Alto Adige, non sono difficili da preparare, ma è importante seguire alcuni consigli in modo che non si disfino in fase di cottura né restino troppo duri. Tagliate il pane a dadini minuti e fate lo stesso con lo speck. Tritate finemente una mezza cipolla e soffriggetela nel burro finché non diventa trasparente. Aggiungete lo speck e mescolate in un recipiente insieme al pane. Bagnate con il latte caldo. Sbattete le uova con il prezzemolo e l’erba cipollina quindi versate sul pane, lasciando riposare 15 minuti. Salate e pepate senza esagerare. Mescolate bene l’impasto che dovrà risultare bene amalgamato. Fate riposare altri 10 minuti. Se necessario, unite un cucchiaio di farina, non di più, per dare consistenza. A questo punto, con le mani formate delle palle grosse come un palmo, compattandole senza schiacciarle troppo. Dovranno risultare solide ma non dure. Qui entra in gioco l’esperienza. Ricordate che se i canederli risultano troppo molli, si spaccheranno mentre cuociono, ma se sono troppo duri sarà una pena mangiarli. Preparate su un piatto le vostre belle pallotte, scaldate un ottimo brodo di carne in una pentola larga, facendolo soltanto sobbollire, e con l’aiuto di un cucchiaio immergetevi i canederli che lascerete cuocere a fuoco medio basso per circa 15 minuti. Raccogliete a uno a uno i canederli con un mestolo, adagiateli delicatamente in 4 piatti fondi e aggiungete un buon mestolo del brodo di cottura. Spolverizzate con qualche filo di erba cipollina appena tritata. Se vi piace, provate a mettere nell’impasto un pizzico di noce moscata. Ingredienti: 250 g pane bianco raffermo; 1/4 l latte; 150 g speck; 20 g burro; 2 uova; 1/2 cipolla tritata; 1 cucchiaio erba cipollina fresca tritata; 2 cucchiai prezzemolo tritato; noce moscata; sale, pepe; 30 g farina bianca; brodo di carne. E da bere? Un vino che resta proprio in tema: iIl Teroldego di Moser,  uve: Teroldego, zona: Valle dell’Adige, terreno: sabbioso, vinificazione: acciaio, gradazione alcolica: 13%.

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