Benvenuta la BikEconomy

Grazie alla bicicletta, nell’Unione Europea, si producono 200 miliardi di euro. Tutto compreso. 

Se ne è discusso il 18 e 19 novembre 2017, a Roma, presso il Museo Maxxi, in occasione del Forum BikEconomy dove al centro del dibattito sono stati tutti gli aspetti che riguardano la bicicletta: dal turismo alla tecnologia, dall’ambiente, alla salute, al turismo, alla sostenibilità.

La bicicletta piace e convince. Chi guarda indietro e chi in avanti:al di là dei sentimenti, la bicicletta può  essere un guadagno per tutti e sotto tutti i punti di vista. Come spiega il rapporto sulla bikeconomy realizzato dalla Fondazione Manlio Masi.

La European Cyclists’ Federation ha provato a calcolare il valore economico dell’uso della bicicletta nei paesi UE, stimando che la vendita e l’affitto di biciclette e componenti, lo sviluppo di infrastrutture ciclabili, i benefici all’ambiente, i vantaggi per la salute intesi come risparmio del settore sanitario, il risparmio nell’uso del carburante e la riduzione di inquinamento e rumore si traducono in una cifra più grande del PIL della Danimarca (Calcolo su EU 27, nel 2010, fonte European Cyclists’ Federation).

Ecco in quali valori si traduce la bikeconomy, l’economia che ruota attorno alla bicicletta. 

Solo la produzione e la vendita di biciclette e accessori in Europa ha un giro di affari che si aggira sui 18 miliardi di euro all’anno, mentre il settore del cicloturismo muove ogni anno oltre 44 miliardi di euro.

Se la bikeconomy è assimilabile a un piccolo, efficiente stato europeo, il turismo in bicicletta non è da meno. 

Secondo i dati della Allgemeiner Deutscher Fahrrad-Club (ADFC), la federazione tedesca che promuove l’uso della bici, nel 2009 4,9 milioni di tedeschi hanno effettuato una vacanza in bici dormendo fuori almeno una notte.
A proposito di turismo: Eurovelo stima che ogni chilometro di ciclabile turistica genera un indotto annuo tra i 110 e i 350.000 euro/km. 

In Germania ogni anno genera 16 miliardi di euro e occupa a tempo indeterminato circa 300.000 addetti.
La ciclabilità fa bene anche all’economia domestica: secondo l’Istat, passare dall’auto alla bicicletta per recarsi al lavoro significa risparmiare dal 16-20% del proprio stipendio. 

E a proposito di lavoro, la ciclabilità offre anche nuove opportunità: secondo il Ministero dei Trasporti francese, ogni milione di euro investito sulla mobilità ciclabile genera 10 posti di lavoro contro i 2,5 posti nel settore automobilistico.

Bikeconomy | Tutte le info qui: http://www.bikeconomyforum.com/

 

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