Il mondo di Paola Gianotti lassù al Ghisallo

Paola Gianotti giro del mondo e ritorno al Ghisallo  per  l’ inaugurazione della mostra  Alessandria Città delle Biciclette! Con la sua maglia, la ragazza di#BikeTheNobel inaugura l’apertura del Museo del Ghisallo dopo la pausa invernale e l’allestimento della mostra “Alessandria Città delle Biciclette” nella cornice suggestiva di  Magreglio (Como), da sabato 11 marzo a tutto il 28 maggio 2017

La mostra temporanea Alessandria Città delle Biciclette sarà inaugurata sabato 11 marzo 2017 alle ore 17  presso il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio (Co) – a tutto il 28 maggio 2017  – e vedrà la presenza di una special guest come Paola Gianotti, la ragazza di #BikeTheNobel, che è uscita dal suo Piemonte – regione all’origine di tutto quando si parla di storia della prima bicicletta in Italia – capace di conquistare il mondo a pedali.

Il suo mondo, il mondo di Paola Gianotti è quello che pedala facendo il Giro dell’emisfero a due ruote. E ritorno. Nei suoi ritorni, resi celebri anche dal programma radiofonico Caterpillar di Radio Due, Paola ha fissato ora un altro obiettivo: portare la sua maglia che ha fatto il giro del mondo fin su in cima al Ghisallo – luogo sacro per i ciclisti di ogni luogo tempo ed estrazione. Con la maglia Paola Gianotti ha deciso di regalare al Museo la  sua storia di sognatrice a due ruote. E si racconterà ad un incontro a tu per tu nel tempio della bicicletta.

IMG_2158La ragazza di #BikeTheNobel – Paola Gianotti da Ivrea – troverà a Magreglio l’accoglienza dell’allestimento della mostra temporanea Alessandria Città della Bicicletta. La rassegna che si realizza grazie alla Camera di Commercio ed al Comune di  Alessandria e al supporto di GLS, viene inaugurata in questa occasione e occuperà tre intere sale del Museo del Ghisallo. Il Museo apre con questa importante esposizione la sua stagione 2017.

Si tratta della mostra  che ha avuto grande successo a Palazzo del Monferrato di Alessandria, la scorsa estate, facendo registrare record di presenze, una rassegna che ripercorre, dalle origini, l’affascinante genesi tecnica, sociale, storica culturale della prima bicicletta arrivata in Italia nel 1867, con una genealogia precisa che identifica anche i cambiamenti di un movimento così legato al territorio e alla sua gente.

La rassegna alessandrina ha ripercorso la storia del ciclismo dalle origini alla seconda metà del secolo scorso restituendo al Monferrato, territorio tra Alessandria e Asti, il ruolo nevralgico nelle origini italiane del mito della bici e nel destino dei personaggi — come l’alessandrino Carlo Michel, pioniere nella diffusione delle due ruote nell’Alessandrino — che ne hanno segnato indelebilmente i primi sviluppi.

Con un grande dispiegamento di pezzi originali,  dalle prime biciclette  come il velocipede Draisienne simile a quello cavalcato da Michel nel 1867 a vere rarità sportive che hanno fatto  fremere appassionati e collezionisti come le bici con cui i grandi campioni — da Fausto Coppi a Costante Girardengo, da Giovanni Gerbi detto “Diavolo Rosso” a Giovanni Cuniolo detto “Manina” — hanno compiuto eroiche e sofferte scalate e tagliato in volata indimenticabili traguardi che sono scolpiti nella storia del ciclismo sportivo.

La mostra si è presentata  come un viaggio nel tempo, ma anche come un grande libro multimediale in cui reperti introvabili si sono affiancati  a modernissimi strumenti tecnologici che hanno permesso   al visitatore di capire la storia e l’evoluzione  delle biciclette, come la bicicletta tattile che troverete esposta anche al museo del Ghisallo.

Una storia fatta non solo di campioni sportivi, ma anche di straordinari costruttori come Giovanni Maino, che nel corso del ‘900 fecero della bicicletta una sintesi originale di design e artigianato, dei grandi che contribuirono alla nascita del giornalismo sportivo (come Eliso Rivera, di Masio, cofondatore della “Gazzetta dello Sport”), i personaggi come Carlo Cavanenghi che lanciarono le due ruote come sport e come veicolo di grande popolarità.

La mostra è stata resa possibile dal contributo di un grandissimo numero di appassionati collezionisti, primi tra tutti Giuseppe Dottino,  Giovanni  e Diego Meazzo e che hanno messo a disposizione del pubblico pezzi inediti delle loro collezioni esposti ed apprezzabili anche nella mostra del Ghisallo.

Ad arricchire  l’inaugurazione di questa mostra  ci sarà anche l’ incontro aperto al pubblico con Paola Gianotti  che prende spunto  dal suo libro “Sognando l’infinito. Come ho fatto il giro del mondo in bicicletta – Piemme Edizioni “ e un gemellaggio fra ciclostorici del Circolo Velocipedisti Alessandrini con gli eroici de LaGhisallo.

Save the Date sabato 11 marzo 2017, ore 18 Museo Ghisallo  | Magreglio Como | Con Paola Gianotti inaugurazione mostra “Alessandria Città delle Biciclette” fino al 28 maggio 2017.

Sognando-l-infinitoPaola Gianotti | quando non viaggia per il mondo vive a Ivrea. Laureata in Economia e commercio, quando la sua azienda ha chiuso, ha deciso di buttarsi sulle sue passioni: lo sport e la bici in particolare. Nel 2014 ha compiuto il giro del mondo in bicicletta, prima donna italiana e seconda al mondo ad attraversare quattro continenti e venticinque paesi in 144 giorni.

Nel 2015 ha partecipato alla Red Bull Trans-Siberian Extreme, 9.200 chilometri lungo il percorso della Transiberiana da Mosca a Vladivostok.

Nel 2016 pedalando per 2000 km, da Milano ad Oslo, per sostenere la candidatura della Bicicletta al Premio Nobel per la Pace promossa dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio2. È stata ricevuta in udienza dal Papa con “Tommy Raod Life” Pellegrini a Pedali – Trento-Firenze-Roma in bicicletta per portare a Papa Francesco il libro “Tommy sapeva correre” e per promuovere la campagna per la sicurezza sulle strade.

Sognando l’infinito è il suo primo libro. Sempre nel 2016 ha conquistato un secondo record del mondo attraversando i 48 Stati attigui degli Stati Uniti in 43 giorni. Durante la sua ultima impresa ha raccolto i fondi per acquistare 73 biciclette che lo scorso Ottobre ha donato personalmente a 73 donne ugandesi.

 

 

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