Quei corridori che muovevano così tanto la testa

Museo Del Ghisallo

Il ciclismo eroico, ma anche quello più vicino, che possiamo definire ciclismo moderno, è fatto di corridori e biciclette molto diversi da quelli attuali. Se guardiamo le immagini dei corridori di una volta, anni Sessanta o giù di lì, vediamo movimenti molto diversi sulla sella. Oggi si insegna ai ragazzi a stare fermi il più possibile con la schiena. C’è chi si diverte a fare la prova della borraccia, poggiandola sulla schiena e riuscendo a pedalare senza farla cadere. Più fermi di così…. Allora no, i filmati in bianco e nero raccontano di corridori che muovono pesantemente le spalle. Sembra che pedalino con le spalle. Stile diverso ed abitudini diverse, certamente, ma motivi che sono figli anche delle biciclette diverse e dei rapporti di cui quei corridori disponevano. Cinque o sei pignoni sulla ruota libera, moltipliche da 50 o 52 denti e moltipliche più piccole da 47 o 46 denti. In salita si pedalava duri, a ritmo lento. Altro che i rapporti super agili di oggi e i ritmi forsennati di pedalata cui ci hanno abituati gli ultimi campioni. Stile che cambia dietro la tecnologia.

Nella foto, un particolare delle moltipliche della bicicletta con cui Gastone Nencini vinse il Tour del France nel 1960.

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