TERRITORIO

Magreglio  (Magrej  in  dialetto brianzolo), è un comune di 640 abitanti della provincia di Como, nel Triangolo Lariano.

È spesso meta di percorsi ciclistici, sia amatoriali sia agonistici: la Madonna del Ghisallo, cui è dedicata il Santuario, è la protrettrice dei ciclisti.

Il Santuario sorge alle soglie del Colle del Ghisallo, un valico stradale che collega la Valassina con la parte alta del Triangolo Lariano. Il punto di valico, a quota 754  m s.l.m., fa parte del comune di Magreglio.

L’attuale chiesetta sorge nel 1623 su altra precedente. Il suo nome (secondo un’antica leggenda) deriva da un certo Ghisallo il quale in epoca medievale in quel luogo fu assalito dai briganti e fece voto alla Madonna di costruire una chiesa in suo onore se fosse scampato.

L’immagine venerata è una Madonna del Latte di mano popolare, anche se fine ed esperta, del XVI secolo. Dal 1949 la Madonna del Ghisallo, grazie all’azione dell’allora parroco Don Ermelindo Viganò, è stata proclamata Patrona dei ciclisti. Nella chiesetta sono conservati i cimeli: maglie e biciclette dei principali campioni.

Dal Belvedere Romeo si possono osservare la Grigna (mt. 2409) e le montagne che le fanno corona, il ramo di Lecco, il centro e l’alto lago sino alle montagne. Borgo: nel centro storico si possono osservare alcuni portali pregevoli, il Monastero del XVI secolo (oggi Ca’ Moiana) e la Cà del Tay con le caratteristiche lobbie. Menaresta e Bocc de Pegur: a 29′ dal borgo, passando per i Castagneti e risalendo il Lambro si arriva alla Menaresta, fonte del fiume stesso, un sifone naturale dal quale periodicamente sgorga acqua. Salendo l’erta a fronte della Menaresta, celata da una roccia, si entra nel Bocc di Pegur, una serie di grotte comunicanti con stalagmiti. Masso avello e Bus de la Stria: risalendo verso i Castagneti è possibile osservare al confine del giardino di una villa il Masso avello rimasto a Magreglio, utilizzato come vasca, più avanti, seguendo l’antica strada dei Vitt, si transita presso il Bus de la stria, dove sono stati trovati reperti preistorici.

Dal passo del Ghisallo si raggiungono facilmente in auto fino le piste da sci del Monte S.Primo già comune di Bellagio (circa 6 Km)

La salita del Ghisallo (dal versante nord) viene tradizionalmente percorsa dal Giro di Lombardia ed è anche stata più volte inserita nel tracciato del Giro d’Italia. Per questo motivo la Madonna del Ghisallo è particolarmente venerata dai ciclisti, e nel 1948 il papa Pio XII la proclamò Patrona universale dei ciclisti. Nell’occasione una fiaccola votiva, benedetta dal Papa, fu portata da Roma al santuario da una staffetta di ciclisti; gli ultimi due tedofori furono Bartali e Coppi.

A fianco del santuario sorge il Museo del ciclismo (vedi sotto); nel piazzale antistante vi è il monumento al ciclista.

Si può salire al Santuario da due versanti. Quando parlano di “Ghisallo” o “Madonna del Ghisallo” i ciclisti intendono quasi sempre la strada che sale da Bellagio (versante nord), che presenta la salita più impegnativa.

Dal bivio della  strada statale 583, all’uscita da Bellagio, essa presenta un tratto di circa 4 km di salita, seguito da circa 3 km in piano con brevi tratti di discesa, quindi ancora 1.5 km circa di salita fino al Santuario. Il dislivello complessivo è di poco meno di 500 metri; il punto di valico è a 754 m di altitudine. I tratti di salita presentano una pendenza  abbastanza costante con una media poco inferiore al 9% e punte fino al 14%; comprendendo anche il segmento pianeggiante, la pendenza media è del 5.5% circa. Vi sono molti tornanti specie nel tratto finale. La strada è quasi tutta immersa nel bosco. I migliori professionisti riescono a compiere il percorso in meno di 20 minuti (Paolo Bettini ha impiegato circa 19’30” nel Giro di Lombardia 2005).

Una variante più impegnativa è nota come “Superghisallo”: la denominazione venne coniata dalla  Gazzetta dello Sport presentando il percorso della 55ª edizione del Giro di Lombardia, nel 1961.

Si parte da Bellagio e si segue la strada principale fino a Guello (dove termina il primo tratto di salita); qui si svolta a destra, in direzione Monte San Primo, lasciando a sinistra il tradizionale percorso verso il Santuario.

Dopo un tratto di 500 metri in falsopiano, da Cernobbio inizia una salita che, superata la frazione di Pra’ Filippo, porta, dopo circa cinque chilometri complessivi (6-7% di pendenza media con punte del 10-11%), ai 975 metri s.l.m. di località Pian Rancio.

Al bivio si svolta a sinistra e si raggiunge, dopo circa quattro chilometri di discesa, il piazzale del Santuario.

Il versante opposto (versante sud), che raggiunge Magreglio da  Erba  attraverso  Canzo  e  Asso  (una variante raggiunge Canzo provenendo da  Pusiano; un’altra sale da  Onno  per  Valbrona  ricongiungendosi sopra Asso), sale molto più dolcemente, presentando difficoltà significative (pendenza fino al 10%) solo nell’ultimo chilometro e mezzo.

Da Asso è possibile anche salire alla Colma di Sormano (quota 1124 m), percorrendo la strada principale (circa 9 km con pendenza media intorno all’8%) oppure attraverso il durissimo Muro di Sormano, recentemente riasfaltato.

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